Rendiconto economico 2025
Il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici, riunitosi in seduta ordinaria lunedì 16 febbraio, ha approvato il rendiconto per l’anno 2025 della Parrocchia della Trasfigurazione. Nel corso della seduta sono stati inoltre valutati gli interventi eseguiti nell’anno trascorso e quelli previsti per i prossimi mesi.
Il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici è uno dei tre organismi di consultazione presenti in parrocchia. Esso coadiuva con il parroco nell’amministrazione economica della parrocchia, tenendo conto dei fini principali dei beni ecclesiastici e cioè l’esercizio del culto e le attività pastorali e caritative.
È formato da laici professionisti; un membro del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici è nominato rappresentante in seno al Consiglio Pastorale Parrocchiale per consentire l’interazione dei due Consigli.
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In ottica di trasparenza, è giusto che i parrocchiani sappiano come sono amministrati i soldi delle offerte che mantengono la Parrocchia. Ma bisogna anche conoscere come si “mantiene” una parrocchia, visto che tante volte a proposito c’è tanta disinformazione…! Ecco allora alcune domande che possono aiutare a comprendere bene come funziona la gestione economica di una comunità parrocchiale:
Il Vaticano dà soldi alla Parrocchia? Assolutamente no. La Parrocchia riceve soldi dalla CEI? No. E dall’Otto per Mille? No. E dall’Arcidiocesi? No. La Parrocchia riceve soldi dallo Stato, da Regione o Comune? Normalmente no, ma nel 2025 il Comune di Milazzo ha dato un contributo alla Parrocchia per le iniziative estive.
La Parrocchia ha tariffe agevolate per le utenze (luce, gas, telefono…)? No. Al contrario, in molti casi, essa ha un contratto assimilato a quello aziendale, per cui paga tariffe più alte. La Parrocchia paga l’IMU? No, come tutti gli edifici di altre religioni o associazioni no profit, sindacati, fondazioni sanitarie e bancarie. Solo se un edificio ecclesiastico perde il prevalente uso religioso (p.e. un convento trasformato in albergo) si paga l’IMU e le tasse derivanti dal reddito percepito.
Come fa fronte alle spese la Parrocchia? Attraverso le libere offerte dei fedeli, gruppi e associazioni che utilizzano i locali della Parrocchia. Per questo non ci stancheremo mai di ringraziare di cuore tutti i benefattori! I sacramenti si pagano? Assolutamente no, sono un dono gratuito dell’amore di Cristo e della Chiesa. Le offerte libere date in occasione della loro celebrazione servono a coprire le spese della Parrocchia (consumi, lavori di manutenzione, mobilio, spese per il culto…). E il catechismo? Neanche. I catechisti offrono tempo ed energie gratuitamente. Se all’inizio dell’anno si propone il versamento di un’offerta è per contribuire ai consumi, alle pulizie, alle fotocopie…
Come si mantiene il parroco? Riceve circa € 850 dal Sostentamento Clero della CEI e, in aggiunta, l’Arcidiocesi stabilisce un contributo da recuperare nella cassa parrocchiale. In questa Parrocchia è pari a € 253, ma fino ad oggi, considerata la situazione finanziaria della Parrocchia, è stato restituito. A chi vanno le offerte delle messe dei defunti? La CEI ha stabilito che i sacerdoti possono trattenere per sé non più di € 10 dall’offerta data in occasione delle messe dei defunti, l’eventuale eccedenza va alla Parrocchia; in ogni caso, l’offerta non è mai dovuta e la messa viene celebrata comunque a prescindere da essa. I sacerdoti contribuiscono alle spese parrocchiali? Certamente, soprattutto per quanto riguarda le spese di vitto e la gestione degli spazi personali.











