Dio arriva sempre prima

Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba.
Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte.
L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».
Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli.
Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno»

Al sepolcro di Gesù – dove stanotte ci troviamo – accade qualcosa di strano. L’angelo dice alle donne: «È risorto… vi precede in Galilea: là lo vedrete». Ma non è così. Le donne non arrivano in Galilea, perché Gesù le incontra prima. Per strada.
E allora capiamo: non è un errore. È un annuncio più grande: Dio ci precede sempre. Dio è risorto per precedere! Arriva prima dei nostri passi, prima dei nostri programmi, perfino prima della nostra fede.
Le donne erano andate al sepolcro ma non aspettavano un miracolo. Volevano solo “visitare una tomba”. E invece trovano un terremoto, una pietra rotolata, un angelo. E hanno paura. Come noi. Perché anche noi abbiamo paura quando la vita cambia direzione, quando Dio non segue i nostri schemi, quando il dolore sembra più forte della speranza. La paura c’è, e non è un peccato.
Ma c’è una paura che blocca, che paralizza, che ci lascia — dice il Vangelo — “come morti”. E poi c’è un’altra paura: quella di chi cerca. Di chi, nonostante tutto, continua a mettersi in cammino.
Alle donne l’angelo dice: «Non abbiate paura… so che cercate Gesù». Ecco il punto. Il problema più grande non è avere paura, è smettere di cercare. Non è il peccato che ci allontana di più da Dio, è la rassegnazione. È quando diciamo: “Basta, non cambia nulla”. E allora la fede si spegne.
Non perché Dio se ne sia andato, ma perché noi abbiamo smesso di cercarlo davvero.
Per questo l’angelo insiste: «Vi precede in Galilea». Cioè: ricominciate. Tornate all’inizio, ripartite da dove tutto era cominciato, non abbiate paura di ricominciare, anche se dovesse essere l’ennesima volta! Abbiamo bisogno tutti di tornare da capo; quando siamo nella paura, ci giova ricordare i momenti di grande gioia che abbiamo avuto quando abbiamo sentito il Signore vicino. Come in un matrimonio, come in un fidanzamento: se non si torna all’intuizione originaria la paura ci può portare a fare disastri.
La Pasqua è qui. Non è solo dire: “Gesù è risorto”, ma è avere il coraggio di ricominciare da capo. Ricominciare a cercarlo, ricominciare a fidarsi, ricominciare ad amare. Come se fosse la prima volta.
Fratelli e sorelle, in questi giorni siamo venuti in chiesa forse anche noi, un po’, come le donne:
a “visitare una tomba”. Attratti dai riti, dai canti, dal silenzio… Ma adesso non basta più! Se vogliamo fare Pasqua, dobbiamo rimetterci in cammino. Dobbiamo tornare in Galilea, cioè alla vita di ogni giorno. Lì lui ci aspetta e ci conferma.
E dobbiamo farlo non solo da soli. Le donne sono in due, ma non basta. Devono andare dagli altri, devono coinvolgere tutti. Così anche noi: la fede non si vive da soli. Siamo una comunità, siamo una Chiesa. E solo insieme possiamo riconoscere Gesù che ci viene incontro.
Magari mentre siamo ancora per strada. Magari mentre siamo pieni di dubbi. Ma proprio lì.
Allora sì: buona Pasqua. Buona Pasqua per ricominciare. Perché oggi non è la fine, è un inizio. E questa può diventare la nostra storia: la storia di uomini e donne che non smettono di cercare, che ripartono, e che — proprio mentre camminano — incontrano il Signore. E con lui, non hanno più paura!












